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	<title>Alessandra Vicario</title>
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	<description>Senior Life Coach</description>
	<lastBuildDate>Fri, 27 Feb 2026 23:57:52 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Alessandra Vicario</title>
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	<item>
		<title>SD (Self Detox) for a New Life: 4 motivi per cui un percorso guidato accelera la tua trasformazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[@Alessandra_Vicario@]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Mar 2026 23:21:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Crescita personale]]></category>
		<category><![CDATA[accompagnamento nel cambiamento]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento con una guida]]></category>
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					<description><![CDATA[Il percorso SD (Self Detox) for a New Life combina mente, emozioni e abitudini per aiutarti a vivere una trasformazione reale e duratura. Comprendere schemi e emozioni è solo il primo passo: il vero cambiamento richiede un percorso guidato di trasformazione,  strutturato. 1. Trasformazione stabile e graduale Il percorso SD fornisce strumenti pratici per consolidare i risultati giorno dopo giorno. La trasformazione non avviene dall’oggi al domani, ma passo dopo passo, integrando nuove abitudini nella vita quotidiana. 2. Supporto passo passo Con una guida esperta, ogni fase del percorso è accompagnata e sostenuta. Il supporto continuo evita blocchi e ricadute, rendendo più semplice applicare ciò che impari nella pratica. 3. Applicazione concreta nella vita quotidiana SD fornisce esercizi e strumenti concreti per trasformare la consapevolezza in azione. Non si tratta solo di teoria, ma di applicazioni pratiche che creano risultati reali che agiscono partendo dalle tue emozioni profonde, per portare ogni trasformazione nella vita quotidiana senza sforzo e in modo duraturo. 4. Percorso guidato di trasformazione: Maggiore consapevolezza e chiarezza mentale Seguire un percorso guidato permette di osservare i propri schemi mentali ed emotivi con chiarezza, aumentando la consapevolezza e facilitando decisioni più equilibrate nella vita quotidiana. Testimonianze che confermano il percorso Chi ha seguito il percorso SD for a New Life ha ottenuto risultati concreti: equilibrio emotivo, chiarezza mentale e stabilità interiore. Le esperienze condivise dimostrano quanto la guida faccia la differenza. La scienza supporta l’approccio guidato Studi psicologici sul cambiamento dimostrano che la trasformazione reale richiede un approccio graduale e supportato, con continuità nel tempo. (Leggi lo studio Transtheoretical) Pronto a trasformare la tua vita? Se senti che non basta solo capire, il percorso SD (Self Detox) for a New Life ti guida passo dopo passo, aiutandoti a integrare mente, emozioni e abitudini per risultati concreti e duraturi.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-rm-block-id="block-1">Il percorso <strong>SD (Self Detox) for a New Life</strong> combina <a href="https://www.alessandravicario.com/detox-mentale/" target="_blank" rel="noopener">mente</a>, emozioni e abitudini per aiutarti a vivere una trasformazione reale e duratura. Comprendere schemi e emozioni è solo il primo passo: il vero cambiamento richiede un percorso guidato di trasformazione,  strutturato.</p>
<h2 data-rm-block-id="block-2">1. Trasformazione stabile e graduale</h2>
<p data-rm-block-id="block-3">Il percorso SD fornisce strumenti pratici per consolidare i risultati giorno dopo giorno. La trasformazione non avviene dall’oggi al domani, ma passo dopo passo, integrando nuove abitudini nella vita quotidiana.</p>
<h2 data-rm-block-id="block-4">2. Supporto passo passo</h2>
<p data-rm-block-id="block-5">Con una guida esperta, ogni fase del percorso è accompagnata e sostenuta. Il supporto continuo evita blocchi e ricadute, rendendo più semplice applicare ciò che impari nella pratica.</p>
<h2 data-rm-block-id="block-6">3. Applicazione concreta nella vita quotidiana</h2>
<p data-rm-block-id="block-7">SD fornisce esercizi e strumenti concreti per trasformare la consapevolezza in azione. Non si tratta solo di teoria, ma di applicazioni pratiche che creano risultati reali che agiscono partendo dalle tue <a href="https://www.alessandravicario.com/detox-emozionale/" target="_blank" rel="noopener">emozioni profonde</a>, per portare ogni trasformazione nella vita quotidiana senza sforzo e in modo duraturo.</p>
<h2 data-rm-block-id="block-8">4. Percorso guidato di trasformazione: Maggiore consapevolezza e chiarezza mentale</h2>
<p data-rm-block-id="block-9">Seguire un percorso guidato permette di osservare i propri schemi mentali ed emotivi con chiarezza, aumentando la consapevolezza e facilitando decisioni più equilibrate nella vita quotidiana.</p>
<h2 data-rm-block-id="block-10">Testimonianze che confermano il percorso</h2>
<p data-rm-block-id="block-11">Chi ha seguito il percorso <strong>SD for a New Life</strong> ha ottenuto risultati concreti: equilibrio emotivo, chiarezza mentale e stabilità interiore. <a href="https://www.alessandravicario.com/dicono-di-me/">Le esperienze condivise</a> dimostrano quanto la guida faccia la differenza.</p>
<h2 data-rm-block-id="block-12">La scienza supporta l’approccio guidato</h2>
<p data-rm-block-id="block-13">Studi psicologici sul cambiamento dimostrano che la trasformazione reale richiede un approccio graduale e supportato, con continuità nel tempo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Transtheoretical_model" target="_blank" rel="noopener">(Leggi lo studio Transtheoretical)</a></p>
<h2 data-rm-block-id="block-14">Pronto a trasformare la tua vita?</h2>
<p data-rm-block-id="block-15">Se senti che non basta solo capire, il percorso <strong><a href="http://www.alessandravicario.com/self-detox/">SD</a> (Self Detox) <a href="http://www.alessandravicario.com/self-detox/">for a New Life</a></strong> ti guida passo dopo passo, aiutandoti a integrare mente, emozioni e abitudini per risultati concreti e duraturi.</p>
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		<title>Cambiamento e guida: 5 passi per una trasformazione davvero duratura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[@Alessandra_Vicario@]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 22:35:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Crescita personale]]></category>
		<category><![CDATA[Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento]]></category>
		<category><![CDATA[coach esperta]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza]]></category>
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					<description><![CDATA[Cambiamento e guida: 5 passi per una trasformazione davvero reale La consapevolezza e trasformazione sono fondamentali, ma il cambiamento e guida sono ciò che rende reale ogni passo verso risultati concreti e duraturi. Molte persone sentono di aver compreso schemi, emozioni e abitudini, eppure si bloccano nel momento di applicare davvero ciò che hanno imparato. Non perché manchi volontà, ma perché il cambiamento stabile richiede un supporto costante e un metodo che aiuti a integrare la trasformazione nella vita quotidiana. Perché il cambiamento e guida sono fondamentali Quando ci si muove da soli, è facile tornare alle vecchie abitudini. Un percorso strutturato mostra la direzione, aiuta a gestire gli ostacoli, valorizzare i progressi e consolidare i risultati. I 5 passi per rendere reale il cambiamento 1. Consapevolezza delle emozioni e dei pensieri Osserva senza giudicare ciò che senti e pensi. Comprendere i propri schemi mentali ed emotivi è il primo passo verso il cambiamento reale. 2. Riconoscere la necessità di un percorso guidato Capire quando da soli non basta e accettare l’aiuto di un metodo strutturato permette di fare progressi concreti e duraturi. 3. Applicare esercizi pratici quotidiani Piccoli gesti e abitudini quotidiane consolidano il cambiamento e aiutano a integrare le nuove consapevolezze nella vita reale. 4. Monitorare i progressi con supporto Riflettere sui miglioramenti e confrontarsi con la guida o il gruppo permette di valorizzare ogni passo del percorso. 5. Consolidare la trasformazione nel tempo Ripetere e rafforzare i nuovi schemi trasforma la consapevolezza in risultati reali e duraturi, rendendo stabile il cambiamento. Testimonianze che parlano chiaro Chi ha intrapreso un percorso guidato ha sperimentato risultati concreti: maggiore equilibrio emotivo, chiarezza mentale e stabilità interiore. Le esperienze condivise dimostrano come la guida faccia la differenza. La scienza conferma l’importanza della guida Studi psicologici sul cambiamento mostrano che la trasformazione reale e duratura coinvolge processi graduali e strutturati, con continuità e supporto nel tempo, non solo comprensione intellettuale. (Leggi lo studio sul Modello Transtheoretical) Quando è il momento giusto Sentire che “non basta capire da soli” è un segnale potente: significa che sei pronto per applicare ciò che hai appreso con una guida esperta, passo dopo passo, in modo sicuro e coerente. Un invito alla presenza e all’esperienza Il cambiamento non si misura solo con la mente, ma con l’esperienza. Solo con un percorso guidato puoi trasformare la consapevolezza in azione concreta, integrare nuove abitudini e vivere il cambiamento in modo reale e duraturo.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Cambiamento e guida: 5 passi per una trasformazione davvero reale</h1>
<p>La <strong>consapevolezza e trasformazione</strong> sono fondamentali, ma il <strong>cambiamento e guida</strong> sono ciò che rende reale ogni passo verso risultati concreti e duraturi.</p>
<p>Molte persone sentono di aver compreso schemi, <a href="https://www.alessandravicario.com/detox-emozionale/">emozioni</a> e abitudini, eppure si bloccano nel momento di applicare davvero ciò che hanno imparato. Non perché manchi volontà, ma perché il cambiamento stabile richiede un supporto costante e un metodo che aiuti a integrare la trasformazione nella vita quotidiana.</p>
<h2>Perché il cambiamento e guida sono fondamentali</h2>
<p>Quando ci si muove da soli, è facile tornare alle vecchie abitudini. Un percorso strutturato mostra la direzione, aiuta a gestire gli ostacoli, valorizzare i progressi e consolidare i risultati.</p>
<h2>I 5 passi per rendere reale il cambiamento</h2>
<h3>1. Consapevolezza delle emozioni e dei pensieri</h3>
<p>Osserva senza giudicare ciò che senti e pensi. Comprendere i propri <a href="https://www.alessandravicario.com/detox-mentale/">schemi mentali</a> ed emotivi è il primo passo verso il cambiamento reale.</p>
<h3>2. Riconoscere la necessità di un percorso guidato</h3>
<p>Capire quando da soli non basta e accettare l’aiuto di un metodo strutturato permette di fare progressi concreti e duraturi.</p>
<h3>3. Applicare esercizi pratici quotidiani</h3>
<p>Piccoli gesti e abitudini quotidiane consolidano il cambiamento e aiutano a integrare le nuove consapevolezze nella vita reale.</p>
<h3>4. Monitorare i progressi con supporto</h3>
<p>Riflettere sui miglioramenti e confrontarsi con la guida o il gruppo permette di valorizzare ogni passo del percorso.</p>
<h3>5. Consolidare la trasformazione nel tempo</h3>
<p>Ripetere e rafforzare i nuovi schemi trasforma la consapevolezza in risultati reali e duraturi, rendendo stabile il cambiamento.</p>
<h2>Testimonianze che parlano chiaro</h2>
<p>Chi ha intrapreso un percorso guidato ha sperimentato risultati concreti: maggiore equilibrio emotivo, chiarezza mentale e stabilità interiore. <a href="https://www.alessandravicario.com/dicono-di-me/">Le esperienze condivise</a> dimostrano come la guida faccia la differenza.</p>
<h2>La scienza conferma l’importanza della guida</h2>
<p>Studi psicologici sul cambiamento mostrano che la trasformazione reale e duratura coinvolge processi graduali e strutturati, con continuità e supporto nel tempo, non solo comprensione intellettuale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Transtheoretical_model" target="_blank" rel="noopener">(Leggi lo studio sul Modello Transtheoretical)</a></p>
<h2>Quando è il momento giusto</h2>
<p>Sentire che “non basta capire da soli” è un segnale potente: significa che sei pronto per applicare ciò che hai appreso con una guida esperta, passo dopo passo, in modo sicuro e coerente.</p>
<h2>Un invito alla presenza e all’esperienza</h2>
<p>Il cambiamento non si misura solo con la mente, ma con l’esperienza. Solo con un percorso guidato puoi trasformare la consapevolezza in azione concreta, integrare nuove abitudini e vivere il cambiamento in modo reale e duraturo.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Consapevolezza e trasformazione: perché capire non basta</title>
		<link>https://www.alessandravicario.com/consapevolezza-e-trasformazione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[@Alessandra_Vicario@]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Mar 2026 07:45:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Crescita personale]]></category>
		<category><![CDATA[Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento duraturo]]></category>
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					<description><![CDATA[La differenza tra consapevolezza e trasformazione Consapevolezza e trasformazione sono il primo passo verso un cambiamento stabile, ma capire non basta. Capire è importante. È spesso il primo passo. Molte persone arrivano a una profonda consapevolezza di sé: dopo aver fatto tanti corsi e letto molti libri, riconoscono schemi, emozioni, reazioni, eppure sentono che qualcosa non si trasforma davvero. Non perché manchi intelligenza o volontà, ma perché la consapevolezza, da sola, non sempre è sufficiente a produrre cambiamento. La differenza tra capire e trasformare Capire è un atto mentale. La trasformazione coinvolge l’intero sistema: emozioni, corpo, mente e direzione interiore. Quando il cambiamento viene affrontato solo con la comprensione, spesso resta teorico. È come sapere dove andare, ma continuare a camminare senza una mappa. Studi psicologici sul cambiamento mostrano che la trasformazione reale e duratura coinvolge processi graduali e strutturati, con continuità e supporto nel tempo, non solo comprensione intellettuale. Scopri lo studio sul Modello Transtheoretical Perché da soli ci si ferma sempre nello stesso punto Ognuno di noi ha punti ciechi. Non perché non voglia vederli, ma perché sono parte del proprio sistema di protezione. È qui che molte persone si bloccano: ripetono gli stessi cicli tornano alle stesse reazioni sentono di “ricominciare da capo” Non è da vedere come un fallimento. È semplicemente il limite del lavoro non guidato. O guidato senza un metodo che agisce dall&#8217;interno verso l&#8217;esterno. La funzione di un percorso strutturato Alcune persone mi dicono che alcuni concetti sono ormai noti. Ma se la vita prosegue come in precedenza, con incertezza e tanti punti di domanda, qualcosa non ha attecchito nel modo giusto. Un percorso guidato non serve a insegnare qualcosa in più, ma a creare continuità, ordine e profondità. Partendo dall&#8217;origine di noi stessi. È questo che permette alla trasformazione di diventare stabile nel tempo. E di evolvere con una nuova leggerezza nel cuore. Come portare la consapevolezza e trasformazione nella vita quotidiana Quando il momento è maturo Arriva un momento in cui si sente chiaramente che non serve cercare nuove informazioni. Serve fare esperienza, con metodo, con profondità, con accompagnamento. È un passaggio naturale. Un invito alla chiarezza Capire è un inizio. Ma quando senti che è il momento di andare oltre, la guida giusta fa la differenza tra restare consapevoli e diventare finalmente allineati.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>La differenza tra consapevolezza e trasformazione</h2>
<p><strong>Consapevolezza e trasformazione</strong> sono il primo passo verso un cambiamento stabile, ma capire non basta.</p>
<p>Capire è importante.<br />
È spesso il primo passo.</p>
<p>Molte persone arrivano a una profonda consapevolezza di sé: dopo aver fatto tanti corsi e letto molti libri,<br />
riconoscono schemi, emozioni, reazioni,<br />
eppure sentono che qualcosa non si trasforma davvero.</p>
<p>Non perché manchi intelligenza o volontà,<br />
ma perché la consapevolezza, da sola,<br />
non sempre è sufficiente a produrre cambiamento.</p>
<h2>La differenza tra capire e trasformare</h2>
<p>Capire è un atto mentale.<br />
La trasformazione coinvolge l’intero sistema:<br />
<a href="https://www.alessandravicario.com/detox-emozionale/" target="_blank" rel="noopener">emozioni</a>, corpo, <a href="https://www.alessandravicario.com/detox-mentale/" target="_blank" rel="noopener">mente</a> e direzione interiore.</p>
<p>Quando il cambiamento viene affrontato solo con la comprensione,<br />
spesso resta teorico.</p>
<p>È come sapere dove andare,<br />
ma continuare a camminare senza una mappa.</p>
<p>Studi psicologici sul cambiamento mostrano che la trasformazione reale e duratura coinvolge processi graduali e strutturati, con continuità e supporto nel tempo, non solo comprensione intellettuale. <a class="decorated-link" href="https://en.wikipedia.org/wiki/Transtheoretical_model?utm_source=chatgpt.com" target="_new" rel="noopener" data-start="684" data-end="785">Scopri lo studio sul Modello Transtheoretical</a></p>
<h2>Perché da soli ci si ferma sempre nello stesso punto</h2>
<p>Ognuno di noi ha punti ciechi.<br />
Non perché non voglia vederli,<br />
ma perché sono parte del proprio sistema di protezione.</p>
<p>È qui che molte persone si bloccano:</p>
<ul>
<li>ripetono gli stessi cicli</li>
<li>tornano alle stesse reazioni</li>
<li>sentono di “ricominciare da capo”</li>
</ul>
<p>Non è da vedere come un fallimento.<br />
È semplicemente il limite del lavoro non guidato. O guidato senza un metodo che agisce dall&#8217;interno verso l&#8217;esterno.</p>
<h2>La funzione di un percorso strutturato</h2>
<p>Alcune persone mi dicono che alcuni concetti sono ormai noti. Ma se la vita prosegue come in precedenza, con incertezza e tanti punti di domanda, qualcosa non ha attecchito nel modo giusto.</p>
<p>Un percorso guidato non serve a insegnare qualcosa in più,<br />
ma a creare continuità, ordine e profondità. <strong>Partendo dall&#8217;origine di noi stessi.</strong></p>
<p>È questo che permette alla trasformazione<br />
di diventare stabile nel tempo. E di evolvere con una nuova leggerezza nel cuore.</p>
<h3>Come portare la consapevolezza e trasformazione nella vita quotidiana</h3>
<h4>Quando il momento è maturo</h4>
<p>Arriva un momento in cui si sente chiaramente<br />
che non serve cercare nuove informazioni.</p>
<p>Serve fare esperienza,<br />
con metodo,<br />
con profondità,<br />
con accompagnamento.</p>
<p>È un passaggio naturale.</p>
<h2>Un invito alla chiarezza</h2>
<p>Capire è un inizio.</p>
<p>Ma quando senti che è il momento di andare oltre,<br />
la guida giusta fa la differenza<br />
tra restare consapevoli<br />
e diventare finalmente allineati.</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Riprogrammazione mentale: perché funziona solo dopo il tuo detox emotivo</title>
		<link>https://www.alessandravicario.com/riprogrammazione-mentale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[@Alessandra_Vicario@]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Mar 2026 13:58:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Crescita personale]]></category>
		<category><![CDATA[benessere mentale]]></category>
		<category><![CDATA[coaching trasformativo]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza]]></category>
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		<category><![CDATA[detox emozionale]]></category>
		<category><![CDATA[detox mentale]]></category>
		<category><![CDATA[riprogrammazione mentale]]></category>
		<category><![CDATA[schemi mentali]]></category>
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					<description><![CDATA[La riprogrammazione mentale è uno strumento potente. Ma solo quando viene applicata nel momento e nel modo giusto. Molte persone cercano di cambiare abitudini, pensieri e risultati senza aver prima liberato ciò che li condiziona dall’interno. In oltre trent’anni di esperienza nel coaching trasformativo, ho visto chiaramente una cosa: la mente non si riprogramma in modo stabile se è sotto pressione emotiva. Cos’è davvero la riprogrammazione mentale La riprogrammazione mentale non è autosuggestione né semplice pensiero positivo. È un processo profondo che segue il detox mentale e  lavora su: schemi mentali automatici convinzioni radicate abitudini interiori inconsce modalità di risposta consolidate Quando è fatta nel modo corretto, aiuta la mente a diventare alleata, non più campo di battaglia. Perché spesso la riprogrammazione non dura Negli anni ho visto che molti iniziano con entusiasmo, ma dopo un po’ tornano ai vecchi schemi. Non perché la tecnica non funzioni, ma perché il sistema emotivo non è stato alleggerito prima. Un’emozione non elaborata continua a influenzare la mente, anche quando il pensiero è stato “cambiato”. Poi arrivano nel percorso che amo tanto e che agisce nel cambiamento di molti, e qualcosa di profondo si risveglia&#8230; Il ruolo del detox emozionale Il detox emozionale® crea lo spazio interno all&#8217;interno del quale la mente può finalmente riorganizzarsi. Quando il carico emotivo si riduce: la mente diventa più ricettiva le resistenze diminuiscono i nuovi schemi si stabilizzano È per questo che nel mio metodo la riprogrammazione mentale arriva dopo il lavoro emotivo. Il detox mentale come ponte Tra emozioni e riprogrammazione c’è un passaggio fondamentale: il detox mentale. Serve a: ridurre la confusione interiore interrompere il dialogo automatico del chiacchiericcio incontrollato della tua mente ripristinare chiarezza, intuizioni e visione d&#8217;insieme. Solo allora la mente è pronta per un lavoro di riprogrammazione profonda e duratura. Un processo, non una forzatura Il cambiamento reale non nasce dallo sforzo, ma dall’allineamento mente-corpo-spirito. Quando emozioni, mente e direzione interiore lavorano insieme, la trasformazione diventa naturale nel mio metodo. Sono davvero felice nel vedere i cambiamenti in chi ha già seguito questo processo. Questo approccio non nasce da teoria, ma da un lavoro applicato e verificato nel tempo, come dimostrano le numerose esperienze condivise da chi ha seguito questo percorso. Non è solo un cumulo di informazioni. E&#8217; un percorso chiaro, interattivo e profondo che agisce dall&#8217;interno verso l&#8217;esterno, funziona e resta duraturo nel tempo. Spesso ricevo una email o un messaggio di ringraziamento dopo 15 anni che la persona aveva fatto questo viaggio di riscoperta di se stesso. E&#8217; un viaggio che non finisce al termine del percorso scelto. Continua a lavorare dentro, fino all&#8217;avvenuta trasformazione completa. La riprogrammazione mentale, in questo contesto, non impone nulla: consolida ciò che sei diventato.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>riprogrammazione mentale</strong> è uno strumento potente.<br />
Ma solo quando viene applicata nel momento e nel modo giusto.</p>
<p>Molte persone cercano di cambiare abitudini, pensieri e risultati<br />
senza aver prima liberato ciò che li condiziona dall’interno.</p>
<p>In oltre trent’anni di esperienza nel coaching trasformativo,<br />
ho visto chiaramente una cosa:<br />
<strong>la mente non si riprogramma in modo stabile se è sotto pressione emotiva</strong>.</p>
<h2>Cos’è davvero la riprogrammazione mentale</h2>
<p>La <strong>riprogrammazione mentale</strong> non è autosuggestione<br />
né semplice pensiero positivo.</p>
<p>È un processo profondo che segue il <a href="https://www.alessandravicario.com/detox-mentale/" target="_blank" rel="noopener">detox mentale</a> e  lavora su:</p>
<ul>
<li>schemi mentali automatici</li>
<li>convinzioni radicate</li>
<li>abitudini interiori inconsce</li>
<li>modalità di risposta consolidate</li>
</ul>
<p>Quando è fatta nel modo corretto,<br />
aiuta la mente a diventare alleata,<br />
non più campo di battaglia.</p>
<h2>Perché spesso la riprogrammazione non dura</h2>
<p>Negli anni ho visto che molti iniziano con entusiasmo,<br />
ma dopo un po’ tornano ai vecchi schemi.</p>
<p>Non perché la tecnica non funzioni,<br />
ma perché il sistema emotivo<br />
non è stato alleggerito prima.</p>
<p>Un’emozione non elaborata<br />
continua a influenzare la mente,<br />
anche quando il pensiero è stato “cambiato”.</p>
<p>Poi arrivano nel percorso che amo tanto e che agisce nel cambiamento di molti,<br />
e qualcosa di profondo si risveglia&#8230;</p>
<h2>Il ruolo del detox emozionale</h2>
<p>Il <strong>detox emozionale®</strong> crea lo spazio interno<br />
all&#8217;interno del quale la mente può finalmente riorganizzarsi.</p>
<p>Quando il carico emotivo si riduce:</p>
<ul>
<li>la mente diventa più ricettiva</li>
<li>le resistenze diminuiscono</li>
<li>i nuovi schemi si stabilizzano</li>
</ul>
<p>È per questo che nel mio metodo<br />
la riprogrammazione mentale<br />
arriva <strong>dopo</strong> il lavoro emotivo.</p>
<h2>Il detox mentale come ponte</h2>
<p>Tra emozioni e riprogrammazione<br />
c’è un passaggio fondamentale:<br />
il <strong>detox mentale</strong>.</p>
<p>Serve a:</p>
<ul>
<li>ridurre la confusione interiore</li>
<li>interrompere il dialogo automatico del chiacchiericcio incontrollato della tua mente</li>
<li>ripristinare chiarezza, intuizioni e visione d&#8217;insieme.</li>
</ul>
<p>Solo allora la mente è pronta<br />
per un lavoro di riprogrammazione profonda e duratura.</p>
<h2>Un processo, non una forzatura</h2>
<p>Il cambiamento reale non nasce dallo sforzo,<br />
ma dall’allineamento mente-corpo-spirito.</p>
<p>Quando emozioni, mente e direzione interiore<br />
lavorano insieme,<br />
la trasformazione diventa naturale nel mio metodo.</p>
<p>Sono davvero felice nel vedere i cambiamenti in chi ha già seguito questo processo.</p>
<p>Questo approccio non nasce da teoria, ma da un lavoro applicato e verificato nel tempo, come dimostrano <a href="https://www.alessandravicario.com/dicono-di-me/">le numerose esperienze condivise</a> da chi ha seguito questo percorso.</p>
<p>Non è solo un cumulo di informazioni. E&#8217; un percorso chiaro, interattivo e profondo che agisce dall&#8217;interno verso l&#8217;esterno, funziona e resta duraturo nel tempo. Spesso ricevo una email o un messaggio di ringraziamento dopo 15 anni che la persona aveva fatto questo viaggio di riscoperta di se stesso. E&#8217; un viaggio che non finisce al termine del percorso scelto. Continua a lavorare dentro, fino all&#8217;avvenuta trasformazione completa.</p>
<p>La riprogrammazione mentale,<br />
in questo contesto,<br />
non impone nulla:<br />
<strong>consolida ciò che sei diventato</strong>.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Detox emozionale: libera le emozioni per ritrovare il tuo equilibrio interiore</title>
		<link>https://www.alessandravicario.com/detox-emozionale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[@Alessandra_Vicario@]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Feb 2026 07:53:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Crescita personale]]></category>
		<category><![CDATA[benessere emotivo]]></category>
		<category><![CDATA[coaching trasformativo]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[crescita personale]]></category>
		<category><![CDATA[detox emozionale]]></category>
		<category><![CDATA[equilibrio interiore]]></category>
		<category><![CDATA[rilascio emotivo]]></category>
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					<description><![CDATA[Il detox emozionale diventa necessario quando senti che la vita va avanti, ma qualcosa dentro resta bloccato. Non sempre è un problema evidente. A volte è una malinconia sottile, un disagio interiore che non sai spiegarti, o una reazione improvvisa che non è &#8220;da te&#8221;, una tensione che ritorna anche quando “va tutto bene”. In oltre trent’anni di coaching trasformativo, ho visto che le emozioni non elaborate non scompaiono: si accumulano, influenzano le decisioni e appesantiscono la mente. Cos’è davvero il detox emozionale. Il detox emozionale non è controllare le emozioni né imparare a gestirle mentalmente. È un processo profondo di riconoscimento e rilascio di ciò che è rimasto trattenuto nel tempo: emozioni represse reazioni automatiche memorie emotive irrisolte tensioni interiori croniche Quando questo carico viene alleggerito, l’equilibrio interiore non va costruito: emerge naturalmente. E affiora una nuova leggerezza. Ho visto centinaia di persone rinascere del tutto  ed emergere con una nuova luce da periodi difficili. Perché le emozioni influenzano la mente Molte persone cercano chiarezza mentale, ma ignorano che la mente lavora all’interno di un campo emotivo. Se il campo è saturo, la mente diventa iperattiva, difensiva o confusa. Ecco perché ogni vero **detox mentale** ha bisogno prima di un **detox emozionale**. Questo processo è fondamentale per liberare emozioni trattenute che possono ostacolare il benessere psicologico. Riconoscere quando è necessario intraprendere un detox emozionale consente di affrontare le cause profonde del disagio e di ritrovare un equilibrio interiore. Solo affrontando ed elaborando le emozioni represse possiamo realmente progredire verso una salute mentale ottimale. I segnali che indicano un sovraccarico emotivo reazioni sproporzionate difficoltà a lasciar andare sensazione di chiusura interiore stanchezza emotiva senza motivo apparente Questi segnali non indicano fragilità. Indicano che qualcosa dentro di te vuole attenzione. Indicano che c&#8217;è bisogno di un cambio di direzione. Il detox emozionale come primo livello del percorso Nel metodo che utilizzo da oltre 30 anni, il detox emozionale® è il primo livello perché crea lo spazio necessario a ogni cambiamento successivo. E&#8217; un lavoro sottile e profondo&#8230; e il cambiamento è duraturo. Solo dopo questo passaggio il detox mentale e la riprogrammazione mentale diventano stabili. Un invito consapevole Non serve analizzare di più cosa non va dentro di te. Serve alleggerire. Il detox emozionale non ti cambia: ti restituisce a te stesso. Quando diventa chiaro che il cambiamento richiede continuità e guida, esiste un percorso strutturato che accompagna nel lavoro emotivo, mentale e interiore in modo progressivo. Riassunto: Il detox emozionale non ti cambia: **ti restituisce a te stesso**. Questo processo è fondamentale per chi desidera liberarsi di emozioni trattenute che possono influenzare negativamente il benessere psicologico. Riconoscere quando è necessario intraprendere un percorso di detox emozionale è essenziale per recuperare un prezioso equilibrio interiore. Attraverso la gestione e l&#8217;elaborazione delle proprie emozioni, si possono affrontare le sfide quotidiane con maggior serenità e consapevolezza.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-rm-block-id="block-1">Il <strong>detox emozionale</strong> diventa necessario quando senti che la vita va avanti,<br />
ma qualcosa dentro resta bloccato.</p>
<p data-rm-block-id="block-2">Non sempre è un problema evidente.<br />
A volte è una malinconia sottile, un disagio interiore che non sai spiegarti, o una reazione improvvisa che non è &#8220;da te&#8221;,<br />
una tensione che ritorna anche quando “va tutto bene”.</p>
<p data-rm-block-id="block-3">In oltre trent’anni di coaching trasformativo,<br />
ho visto che le emozioni non elaborate non scompaiono:<br />
si accumulano, influenzano le decisioni<br />
e appesantiscono la mente.</p>
<h2 data-rm-block-id="block-4">Cos’è davvero il detox emozionale.</h2>
<p data-rm-block-id="block-5">Il <strong>detox emozionale</strong> non è controllare le emozioni<br />
né imparare a gestirle mentalmente.</p>
<p data-rm-block-id="block-6">È un processo profondo di riconoscimento e rilascio<br />
di ciò che è rimasto trattenuto nel tempo:</p>
<ul>
<li data-rm-block-id="block-7">emozioni represse</li>
<li data-rm-block-id="block-8">reazioni automatiche</li>
<li data-rm-block-id="block-9">memorie emotive irrisolte</li>
<li data-rm-block-id="block-10">tensioni interiori croniche</li>
</ul>
<p data-rm-block-id="block-11">Quando questo carico viene alleggerito,<br />
l’equilibrio interiore non va costruito:<br />
<strong>emerge naturalmente</strong>. E affiora una nuova leggerezza.</p>
<p data-rm-block-id="block-12">Ho visto <a href="https://www.alessandravicario.com/dicono-di-me/" target="_blank" rel="noopener">centinaia di person</a>e rinascere del tutto  ed emergere con una nuova luce da periodi difficili.</p>
<h2 data-rm-block-id="block-13">Perché le emozioni influenzano la mente</h2>
<p data-rm-block-id="block-14">Molte persone cercano chiarezza mentale,<br />
ma ignorano che la mente lavora<br />
all’interno di un campo emotivo.</p>
<p data-rm-block-id="block-15">Se il campo è saturo,<br />
la mente diventa iperattiva,<br />
difensiva o confusa.</p>
<p data-rm-block-id="block-16">Ecco perché ogni vero **<strong><a href="https://www.alessandravicario.com/detox-mentale/">detox mental</a>e</strong>** ha bisogno prima di un **<strong>detox emozionale</strong>**.</p>
<p data-rm-block-id="block-17">Questo processo è fondamentale per liberare emozioni trattenute che possono ostacolare il benessere psicologico.</p>
<p data-rm-block-id="block-18">Riconoscere quando è necessario intraprendere un detox emozionale consente di affrontare le cause profonde del disagio e di ritrovare un equilibrio interiore.</p>
<p data-rm-block-id="block-19">Solo affrontando ed elaborando le emozioni represse possiamo realmente progredire verso una salute mentale ottimale.</p>
<h2 data-rm-block-id="block-20">I segnali che indicano un sovraccarico emotivo</h2>
<ul>
<li data-rm-block-id="block-21">reazioni sproporzionate</li>
<li data-rm-block-id="block-22">difficoltà a lasciar andare</li>
<li data-rm-block-id="block-23">sensazione di chiusura interiore</li>
<li data-rm-block-id="block-24">stanchezza emotiva senza motivo apparente</li>
</ul>
<p data-rm-block-id="block-25">Questi segnali non indicano fragilità.<br />
Indicano che qualcosa dentro di te vuole attenzione. Indicano che c&#8217;è bisogno di un cambio di direzione.</p>
<h2 data-rm-block-id="block-26">Il detox emozionale come primo livello del percorso</h2>
<p data-rm-block-id="block-27">Nel metodo che utilizzo da oltre 30 anni,<br />
il <strong>detox emozionale®</strong> è il primo livello<br />
perché crea lo spazio necessario<br />
a ogni cambiamento successivo.</p>
<p data-rm-block-id="block-28">E&#8217; un lavoro sottile e profondo&#8230; e il cambiamento è duraturo.</p>
<p data-rm-block-id="block-29">Solo dopo questo passaggio<br />
il <strong>detox mentale</strong><br />
e la riprogrammazione mentale diventano stabili.</p>
<h2 data-rm-block-id="block-30">Un invito consapevole</h2>
<p data-rm-block-id="block-31">Non serve analizzare di più cosa non va dentro di te.<br />
Serve alleggerire.</p>
<p data-rm-block-id="block-32">Il detox emozionale non ti cambia:<br />
<strong>ti restituisce a te stesso</strong>.</p>
<p data-rm-block-id="block-32">Quando diventa chiaro che il cambiamento richiede continuità e guida, esiste un percorso strutturato che accompagna nel lavoro emotivo, mentale e interiore in modo progressivo.</p>
<p data-rm-block-id="block-32">
<p data-rm-block-id="block-34">Riassunto:<br />
Il detox emozionale non ti cambia: **ti restituisce a te stesso**. Questo processo è fondamentale per chi desidera liberarsi di emozioni trattenute che possono influenzare negativamente il benessere psicologico. Riconoscere quando è necessario intraprendere un percorso di detox emozionale è essenziale per recuperare un prezioso equilibrio interiore. Attraverso la gestione e l&#8217;elaborazione delle proprie emozioni, si possono affrontare le sfide quotidiane con maggior serenità e consapevolezza.</p>
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		<title>Detox mentale: quando la mente è stanca, non è debolezza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[@Alessandra_Vicario@]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 12:27:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Crescita personale]]></category>
		<category><![CDATA[benessere mentale]]></category>
		<category><![CDATA[coaching trasformativo]]></category>
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		<category><![CDATA[consapevolezza emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[crescita personale]]></category>
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		<category><![CDATA[equilibrio emotivo]]></category>
		<category><![CDATA[sovraccarico mentale]]></category>
		<category><![CDATA[stress mentale]]></category>
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					<description><![CDATA[Il detox mentale diventa necessario quando la mente sembra non fermarsi mai. Pensieri che si rincorrono, dialoghi interiori ripetitivi… Molte persone arrivano da me dicendo: “Devo rimettere in ordine la mia mente. La mia mente va a mille! Devo imparare a pensare con più leggerezza.” Ed è vero. Ma non è tutta la verità. Quando il detox mentale diventa necessario. Dopo oltre trent’anni di lavoro nel coaching trasformativo, ho visto una costante ripetersi: la mente non è il punto di partenza del disagio, ma il luogo dove il disagio si manifesta. La mente è come uno schermo. Mostra ciò che è già attivo più in profondità. Quando è stanca, confusa o iperattiva, spesso sta solo cercando di gestire un carico emotivo non elaborato. Pensieri ossessivi Difficoltà di concentrazione Sensazione di essere sempre “in allerta” Dialogo interiore critico o svalutante Non sono difetti mentali. Sono segnali. Il vero detox mentale non è solo “pensare positivo”. Negli anni ho visto persone intelligenti, consapevoli, formate, continuare a lottare con la propria mente nonostante tecniche, letture e disciplina. Il motivo è semplice: la mente non può essere riprogrammata in modo stabile se è immersa in un campo emotivo carico. Il detox mentale autentico non consiste nel controllare i pensieri, ma nel liberare lo spazio interno in cui i pensieri nascono. Quando questo accade: la chiarezza torna naturale le decisioni diventano più semplici la concentrazione non richiede sforzo il dialogo interiore si ammorbidisce Non solo perché “ti sei allenato di più”, ma perché la mente non deve più difendersi. Emozioni non ascoltate: il vero rumore di fondo. Ogni emozione non riconosciuta continua a lavorare sotto la soglia della coscienza. Giorno dopo giorno si rinforza e si trasforma in: tensione rigidità mentale bisogno di controllo autosabotaggio sottile E la mente, per compensare, produce pensieri. Tanti. Troppi. È qui che molte persone sbagliano approccio nel detox mentale: cercano di “ripulire” la mente senza aver prima alleggerito il piano emotivo. Perché il detox mentale profondo parte dalle emozioni. Nel metodo che utilizzo da oltre 30 anni, e che ha accompagnato migliaia di persone con risultati concreti e duraturi, il lavoro segue un ordine preciso: Riconoscere ciò che l’emozione sta chiedendo Scaricare il carico emotivo trattenuto Restituire alla mente il suo ruolo naturale di guida, non di difesa Solo allora la riprogrammazione mentale diventa stabile, efficace, rispettosa della persona. La mente non va forzata. Va liberata. Se senti che “stai capendo tutto, ma non cambia nulla”. Questa è una frase che sento spesso. Ed è una frase onesta. Capire non basta quando il sistema emotivo è ancora in allerta. È come voler riscrivere un programma mentre il computer è in sovraccarico. Il primo passo non è “fare di più”. È togliere peso. Il passaggio naturale: dal detox mentale al detox emozionale. Se leggendo queste righe hai riconosciuto qualcosa di tuo, sappi che non è un caso. Il detox mentale funziona davvero quando è preceduto da un lavoro emotivo profondo, guidato e strutturato. È per questo che il primo livello del mio metodo è dedicato proprio al Detox Emozionale®: per creare lo spazio interiore necessario affinché la mente possa finalmente collaborare, invece di resistere. Un lavoro poco impegnativo in termini di tempo, ma che agisce in profondità usando le tecniche che ho fondato ai tempi in cui nel coaching ero pioniera in Italia, e che hanno creato la base per molti, per agire non più dalla mente conscia, ma da un livello molto mirato, che genera spontaneamente il cambiamento  in modo duraturo. Non è ciò che trovi in un percorso di &#8220;detox mentale®&#8221; che ti cambia. Ma il come questo entra dentro di te. Per cambiare per sempre quelle dinamiche che non ti rendono soddisfatto di ciò che vivi. Un invito sincero. Non serve cambiare chi sei. Serve liberare ciò che non ti appartiene più. Se senti che la mente chiede spazio e non più sforzo, il primo passo è sempre emotivo.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il detox mentale diventa necessario quando la mente sembra non fermarsi mai.<br />
Pensieri che si rincorrono, dialoghi interiori ripetitivi…</p>
<p>Molte persone arrivano da me dicendo:<br />
“Devo rimettere in ordine la mia mente. La mia mente va a mille! Devo imparare a pensare con più leggerezza.”</p>
<p>Ed è vero.<br />
Ma non è tutta la verità.</p>
<h2>Quando il detox mentale diventa necessario.</h2>
<p>Dopo oltre trent’anni di lavoro nel coaching trasformativo, ho visto una costante ripetersi:<br />
la mente non è il punto di partenza del disagio, ma <strong>il luogo dove il disagio si manifesta</strong>.</p>
<p>La mente è come uno schermo.<br />
Mostra ciò che è già attivo più in profondità.</p>
<p>Quando è stanca, confusa o iperattiva, spesso sta solo cercando di <strong>gestire un carico emotivo non elaborato</strong>.</p>
<ul>
<li>Pensieri ossessivi</li>
<li>Difficoltà di concentrazione</li>
<li>Sensazione di essere sempre “in allerta”</li>
<li>Dialogo interiore critico o svalutante</li>
</ul>
<p>Non sono difetti mentali.<br />
Sono <strong>segnali</strong>.</p>
<h2>Il vero detox mentale non è solo “pensare positivo”.</h2>
<p>Negli anni ho visto persone intelligenti, consapevoli, formate, continuare a lottare con la propria mente nonostante tecniche, letture e disciplina.</p>
<p>Il motivo è semplice:<br />
la mente non può essere riprogrammata in modo stabile se è immersa in un campo emotivo carico.</p>
<p>Il detox mentale autentico non consiste nel controllare i pensieri, ma nel <strong>liberare lo spazio interno</strong> in cui i pensieri nascono.</p>
<p>Quando questo accade:</p>
<ul>
<li>la chiarezza torna naturale</li>
<li>le decisioni diventano più semplici</li>
<li>la concentrazione non richiede sforzo</li>
<li>il dialogo interiore si ammorbidisce</li>
</ul>
<p>Non solo perché “ti sei allenato di più”,<br />
ma perché <strong>la mente non deve più difendersi</strong>.</p>
<h2>Emozioni non ascoltate: il vero rumore di fondo.</h2>
<p>Ogni emozione non riconosciuta continua a lavorare sotto la soglia della coscienza.</p>
<p>Giorno dopo giorno si rinforza e si trasforma in:</p>
<ul>
<li>tensione</li>
<li>rigidità mentale</li>
<li>bisogno di controllo</li>
<li>autosabotaggio sottile</li>
</ul>
<p>E la mente, per compensare, produce pensieri. Tanti. Troppi.</p>
<p>È qui che molte persone sbagliano approccio nel detox mentale: cercano di “ripulire” la mente senza aver prima <strong>alleggerito il piano emotivo</strong>.</p>
<h2>Perché il detox mentale profondo parte dalle emozioni.</h2>
<p>Nel metodo che utilizzo da oltre 30 anni, e che ha accompagnato migliaia di persone <a href="https://www.alessandravicario.com/dicono-di-me/" target="_blank" rel="noopener">con risultati concreti e duraturi,</a> il lavoro segue un ordine preciso:</p>
<ol>
<li>Riconoscere ciò che l’emozione sta chiedendo</li>
<li>Scaricare il carico emotivo trattenuto</li>
<li>Restituire alla mente il suo ruolo naturale di guida, non di difesa</li>
</ol>
<p>Solo allora la riprogrammazione mentale diventa stabile, efficace, rispettosa della persona.</p>
<p>La mente non va forzata.<br />
Va liberata.</p>
<h2>Se senti che “stai capendo tutto, ma non cambia nulla”.</h2>
<p>Questa è una frase che sento spesso.<br />
Ed è una frase onesta.</p>
<p>Capire non basta quando il sistema emotivo è ancora in allerta.<br />
È come voler riscrivere un programma mentre il computer è in sovraccarico.</p>
<p>Il primo passo non è “fare di più”.<br />
È <strong>togliere peso</strong>.</p>
<h2>Il passaggio naturale: dal detox mentale al detox emozionale.</h2>
<p>Se leggendo queste righe hai riconosciuto qualcosa di tuo, sappi che non è un caso.</p>
<p>Il detox mentale funziona davvero quando è preceduto da un lavoro emotivo profondo, guidato e strutturato.</p>
<p>È per questo che il primo livello del mio metodo è dedicato proprio al <strong>Detox Emozionale®</strong>:<br />
per creare lo spazio interiore necessario affinché la mente possa finalmente collaborare, invece di resistere.</p>
<p>Un lavoro poco impegnativo in termini di tempo, ma che agisce in profondità usando le tecniche che ho fondato ai tempi in cui nel coaching ero pioniera in Italia, e che hanno creato la base per molti, per agire non più dalla mente conscia, ma da un livello molto mirato, che genera spontaneamente il cambiamento  in modo duraturo.</p>
<p>Non è ciò che trovi in un percorso di &#8220;detox mentale®&#8221; che ti cambia.<br />
Ma il come questo entra dentro di te. Per cambiare per sempre quelle dinamiche che non ti rendono soddisfatto di ciò che vivi.</p>
<h2>Un invito sincero.</h2>
<p>Non serve cambiare chi sei.<br />
Serve <strong>liberare ciò che non ti appartiene più</strong>.</p>
<p>Se senti che la mente chiede spazio e non più sforzo, il primo passo è sempre emotivo.</p>
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		<title>Fisica Quantistica. Ci hai DAVVERO capito qualcosa?</title>
		<link>https://www.alessandravicario.com/fisica-quantistica-ci-hai-davvero-capito-qualcosa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[@Alessandra_Vicario@]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jul 2021 16:13:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[alessandra vicario]]></category>
		<category><![CDATA[capire la fisica quantistica]]></category>
		<category><![CDATA[coaching]]></category>
		<category><![CDATA[elimina il giudizio]]></category>
		<category><![CDATA[trasformare il rancore]]></category>
		<category><![CDATA[voglio migliorarmi]]></category>
		<category><![CDATA[yescoaching yes coaching]]></category>
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					<description><![CDATA[Tutti parlano di Fisica Quantistica come se raccontassero di come va l’ascensore di piano in piano nel loro palazzo. &#160; Su Facebook ci sono tantissime pagine popolatissime e articoli di blog, video su youtube… Sembra un argomento ormai entrato nella “normalità”. Ma quando entri nei dettagli, ti sembra di parlare con robottini che ripetono frasi fatte… senza capirle. Perchè, diciamolo, se noi capissimo TUTTO ciò che riguarda l’utilizzo della fisica quantistica in modo pratico nelle nostre vite, avremmo risolto tutti i problemi della nostra quotidianità. Invece continuo a ricevere richieste per iniziare percorsi di Coaching dove la frase che emerge più frequentemetne è sempre la stessa: “Razionalmente ho capito tutto e so come funziona, ma…  non funziona!” Anzi, la frase corretta termina dicendo: “non funziona PER ME”. Premetto che io sono sempre FELICE di iniziare un affiancamento di Coaching perchè mi dà la possibilità di entrare in punta di piedi nella vita di altri che mi danno fiducia e di apportare il mio supporto. E già questo è un dono e un grande onore per me. Il “problema” maggiore quando si prende questo argomento è che si vogliono trasformare le cose tangibili (cioè situazioni di vita reali), pensando di usare lo stesso strumento, cioè attraverso qualcosa che si può toccare o razionalizzare. Ma l’unico vero modo per effettuare cambiamenti nella nostra vita usando la Meccanica Quantistica è proprio quello di agire nel tangibile attraverso l’intangibile, cioè  “dimenticare” ciò che conosciamo della nostra realtà tangibile e aprire un canale interiore che fino a qualche tempo fa era considerato “mistico”, sì, mistico (!), attraverso il quale agire. Ciò che più mi affascina approfondendo il mio percorso di vita è che continuo a trovare molte risposte operative anche in testi antichi che fino a qualche tempo fa ritenevamo “mistici”, ma oggi dobbiamo convenire che i testi antichi erano solo manuali pratici che spiegavano le stesse metodologie applicabili nel nostro quotidiano, quelle stesse che oggi gli scienziati ci stanno spiegando proprio attraverso la Fisica Quantistica! Quando parliamo degli antichi, ci immaginiamo persone troglodite o certamente molto arretrati rispetto a noi tecnologicamente. Ma dobbiamo ricrederci e forse loro avevano molti strumenti “interiori” che per noi sono oggi totalmente perduti, attraverso i quali potevano attuare le cose che oggi spiegano i fisici quantistici. Quindi, a parte le spiegazioni che mostrano piccoli oggetti come elettroni e atomi che si comportano con effetti quantistici di sovrapposizione, entanglement e teletrasporto (e alcuni scienziati del TU Delft stanno testando lo stesso comportamento su oggetti più grandi, come una tazzina da caffe), una delle risposte più intriganti della scienza moderna è come agire invece sul NOSTRO riscontro quotidiano, attraverso movimenti di pensiero/energia che partono dalla nostra mente. Ovviamente non dalla mente razionale mentre stiamo raccontando cosa cucineremo stasera (o forse potremmo farlo anche in questi momenti se siamo bravi a creare il vuoto mentale SENZA pensieri MENTRE agiamo), ma da uno spazio senza ego, dove in fondo ci “togliamo di mezzo”, come dico spesso! Quando dico che ci “togliamo di mezzo”, intendo quando cioè smettiamo di avere costanti rancori per sciocchezze che accadono mentre ci relazioniamo con gli altri o generiamo continui giudizi (non discernimenti, che è tutt’altra cosa), ma veri e propri giuidizi, quelli dove stabiliamo se gli altri sono nel “giusto”, dal punto di vista della nostra verità ovviamente ???? Ecco che allora, eliminando questi elementi, i nostri corpi modificano una emissione energetica che ha la possibilità di avvicinarsi e creare situazioni desiderate e armoniche. Questa emissione è la frequenza, della quale parlo in maniera approfondita nel Metodo Yescoaching Quello che hai appena letto ti sembra una banalità, una cosa impossibile, una grande cazzata o una possibilità di cambiamento? In base alla tua risposta… cercherai la tua verità, fino ad eliminare… qualsiasi verità ed essere libero da te stesso e dai tuoi condizionamenti, togliendoti finalmente di mezzo. Perchè, dai, chi stila la lista dei buoni e dei cattivi? Chi ha la verità assoluta? La tua “verità” è solo un punto di vista che generi in base alle tue interpretazioni date dalle esperienze che hai vissuto fin qui. Prova oggi, per sole DUE ore, (!!) a relazionarti con gli altri SENZA mettere il tuo giudizio, senza contestare ciò che dicono, fanno o pensano le persone intorno a te, senza pensare che c’è un tuo “regolamento di vita” che gli altri DEVONO seguire per essere approvati da te. Prova a non accendere rancori per ogni sciocchezza che accade e a spegnere quei rancori che ti porti dal passato come un pesantissimo fardello sulle spalle: è roba vecchia e oggi non esiste più… se non nella tua memoria. Fino a che c’è questa roba nella tua vita… la fisica quantistica non potrà MAI agire nella tua vita per generare situazioni desiderate e piacevoli, perchè l’ostacolo maggiore a tutto questo… sei proprio TU! A quel punto allora, e solo allora, puoi iniziare a scegliere e stabilire di agire attraverso l’intenzione, verso una costante armonia. “BUTTA LA PATTUMIERA” diceva un noto film, quella nella tua mente, e fai spazio. Il COME agire dopo che fai “spazio” è la parte più facile. L’aspetto più impegnativo che riscontrano molte persone è invece in questo piccolo esercizio che dura 2 ore all’inizio, per poi proseguire per tutta la vita! Fammi sapere!]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Tutti parlano di Fisica Quantistica come se raccontassero di come va l’ascensore di piano in piano nel loro palazzo.</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Su Facebook ci sono tantissime pagine <strong>popolatissime </strong>e articoli di blog, video su youtube… Sembra un argomento ormai entrato nella “normalità”.<br />
Ma quando entri nei dettagli, ti sembra di parlare con robottini che ripetono frasi fatte… senza capirle.</p>
<p>Perchè, diciamolo, se noi capissimo TUTTO ciò che riguarda l’utilizzo della fisica quantistica in modo pratico nelle nostre vite, <strong>avremmo risolto tutti i problemi della nostra quotidianità.</strong></p>
<p>Invece continuo a ricevere richieste per iniziare percorsi di Coaching dove la frase che emerge più frequentemetne è sempre la stessa: “Razionalmente ho capito tutto e so come funziona, ma…  non funziona!” Anzi, la frase corretta termina dicendo: “non funziona PER ME”.</p>
<p>Premetto che io sono sempre FELICE di iniziare un affiancamento di Coaching perchè mi dà la possibilità di entrare in punta di piedi nella vita di altri che mi danno fiducia e di apportare il mio supporto. E già questo è un dono e un grande onore per me.</p>
<p><strong>Il “problema” maggiore quando si prende questo argomento è che si vogliono trasformare le cose tangibili (cioè situazioni di vita reali), pensando di usare lo stesso strumento, cioè attraverso qualcosa che si può toccare o razionalizzare.</strong> Ma l’unico vero modo per effettuare cambiamenti nella nostra vita usando la Meccanica Quantistica è proprio quello di agire nel tangibile attraverso l’intangibile, cioè  “dimenticare” ciò che conosciamo della nostra realtà tangibile e aprire un canale interiore che fino a qualche tempo fa era considerato “mistico”, sì, mistico (!), attraverso il quale agire.</p>
<p>Ciò che più mi affascina approfondendo il mio percorso di vita è che continuo a trovare molte risposte operative anche in testi antichi che fino a qualche tempo fa ritenevamo “mistici”, ma oggi <strong>dobbiamo convenire che i testi antichi erano solo manuali pratici che spiegavano le stesse metodologie applicabili nel nostro quotidiano, quelle stesse che oggi gli scienziati ci stanno spiegando proprio attraverso la Fisica Quantistica!</strong></p>
<p>Quando parliamo degli antichi, ci immaginiamo persone troglodite o certamente molto arretrati rispetto a noi tecnologicamente. Ma dobbiamo ricrederci e forse loro avevano molti strumenti “interiori” che per noi sono oggi totalmente perduti, attraverso i quali potevano attuare le cose che oggi spiegano i fisici quantistici.</p>
<p>Quindi, a parte le spiegazioni che mostrano piccoli oggetti come elettroni e atomi che si comportano con effetti quantistici di sovrapposizione, entanglement e teletrasporto (e alcuni scienziati <span class="goog-text-highlight">del TU Delft</span> stanno testando lo stesso comportamento su oggetti più grandi, come una tazzina da caffe), una delle risposte più intriganti della scienza moderna è come agire invece sul NOSTRO riscontro quotidiano, attraverso movimenti di pensiero/energia che partono dalla nostra mente. Ovviamente non dalla mente razionale mentre stiamo raccontando cosa cucineremo stasera (o forse potremmo farlo anche in questi momenti se siamo bravi a creare il vuoto mentale SENZA pensieri MENTRE agiamo), ma da uno spazio senza ego, dove in fondo ci “togliamo di mezzo”, come dico spesso!</p>
<p>Quando dico che ci “togliamo di mezzo”, intendo quando cioè smettiamo di avere costanti rancori per sciocchezze che accadono mentre ci relazioniamo con gli altri o generiamo continui giudizi (non discernimenti, che è tutt’altra cosa), ma veri e propri giuidizi, quelli dove stabiliamo se gli altri sono nel “giusto”, dal punto di vista della nostra verità ovviamente ????</p>
<p>Ecco che allora, eliminando questi elementi, i nostri corpi modificano una emissione energetica che ha la possibilità di avvicinarsi e creare situazioni desiderate e armoniche. Questa emissione è la frequenza, della quale parlo in maniera approfondita nel <a href="https://yescoaching.com/" target="_blank" rel="noopener">Metodo Yescoaching</a></p>
<p>Quello che hai appena letto ti sembra una banalità, una cosa impossibile, una grande cazzata o una possibilità di cambiamento?</p>
<p>In base alla tua risposta… cercherai la tua verità, fino ad eliminare… qualsiasi verità ed essere libero da te stesso e dai tuoi condizionamenti, togliendoti finalmente di mezzo. Perchè, dai, chi stila la lista dei buoni e dei cattivi? Chi ha la verità assoluta? La tua “verità” è solo un punto di vista che generi in base alle tue interpretazioni date dalle esperienze che hai vissuto fin qui.</p>
<p>Prova oggi, per sole DUE ore, (!!) a relazionarti con gli altri SENZA mettere il tuo giudizio, senza contestare ciò che dicono, fanno o pensano le persone intorno a te, senza pensare che c’è un tuo “regolamento di vita” che gli altri DEVONO seguire per essere approvati da te. Prova a non accendere rancori per ogni sciocchezza che accade e a spegnere quei rancori che ti porti dal passato come un pesantissimo fardello sulle spalle: è roba vecchia e oggi non esiste più… se non nella tua memoria. Fino a che c’è questa roba nella tua vita… la fisica quantistica non potrà MAI agire nella tua vita per generare situazioni desiderate e piacevoli, perchè l’ostacolo maggiore a tutto questo… sei proprio TU!</p>
<p>A quel punto allora, e solo allora, puoi iniziare a scegliere e stabilire di agire attraverso l’intenzione, verso una costante armonia.<br />
“BUTTA LA PATTUMIERA” diceva un noto film, quella nella tua mente, e fai spazio.</p>
<p>Il COME agire <strong>dopo</strong> che fai “spazio” è la parte più facile.</p>
<p>L’aspetto più impegnativo che riscontrano molte persone è invece in questo piccolo esercizio che dura 2 ore all’inizio, per poi proseguire per tutta la vita!</p>
<p>Fammi sapere!</p>
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		<title>Abbandonati al flusso impetuoso…</title>
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		<dc:creator><![CDATA[@Alessandra_Vicario@]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jul 2021 16:12:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[All’età di 17 anni lessi un libricino: “Illusioni” di Richard Bach (*in basso*), sì, proprio quello del gabbiano Jonathan Levingston. Ma questo libricino era diventato così prezioso per me allora, che le sue pagine iniziarono a squinternarsi per la quantità di volte che le avevo sfogliate. Sentivo che sollecitava lo sviluppo di mie sopite verità inconsce… Regalavo il libricino agli amici a cui volevo bene ma spesso loro mi guardavano con un’aria interrogativa… aprivano le prime pagine e non capivano nulla: si simulavano infatti una serie di impronte digitali sporche in mezzo a parole il cui significato sarebbe stato chiaro solo all’ultima pagina del libro. Io lo trovavo geniale! Le prime pagine del romanzo apparivano come scritte a penna, su fogli di un vecchio quaderno a righe, tutto imbrattato di grasso; dopo la lettura della seconda di quelle pagine “sporche” e incomprensibili molti si fermavano. Vedevo chiaramente che mi ritenevano bizzarra per quel regalo per loro oscuro. Ma io… mi sono riconosciuta molto spesso poi nella mia vita in quel “messia riluttante” del libro, che non voleva essere seguito dalle folle, ma voleva essere libero di esprimersi senza porre ego dall’interno e giudizi dall’esterno, e ho impiegato molti anni per capire di dover lasciare fluire liberamente ciò che sgorgava generoso e libero da dentro di me, incurante del fatto che potesse non appagare le aspettative altrui. A volte alle persone intorno a noi non piace un eventuale nostro cambiamento, anche se fosse “in meglio”. Una delle sensazioni che ogni volta mi ha colpito al termine del corso di 4 giorni “DETOX Emozionale“, come anche al termine di un percorso di coaching individuale, è sorprendermi del cambiamento della persona che ha seguito il processo suggerito. Il loro timore è come comportarsi al rientro a casa. Nonostante infatti ci si butti a capofitto in se stessi, senza porre dubbi, senza fare resistenze, resta a volte il timore di non essere poi apprezzati dagli altri al rientro nella vita “normale”. Superato questo pensiero… tutto cambia. Certo, il primo giorno del corso vedo quei volti che si domandano: “possibile?” quando dico loro che usciranno completamente trasformati. Anche in un percorso di coaching accade la stessa cosa: le prime sessioni sono colme di precauzioni e istinto di conservazione dei condizionamenti che li hanno portati fin lì. Poi però accade qualcosa… arriva un momento dove la persona lascia gli ormeggi… e si affida. E nei giorni successivi inizio a scorgere un lampo di luce nuovo negli occhi e sgorga una nuova gioia in loro… unita ad un desiderio di libertà: libertà di essere più vicini alla propria natura, libertà di lasciare andare vecchie maschere, vecchie strutture che ci hanno costretti a mentire a noi stessi, facendo crescere quel senso di disorientamento e malinconia che accompagna la nostra quotidianità. Molti passaggi di “Illusioni” sono stati punti fermi nella mia vita man mano che crescevo negli anni, ma uno in particolare aveva stregato la mia attenzione; non ricordo ovviamente le parole precise, ma il concetto sì, ed è rimasto indelebile in me: “ se ti trovi in un torrente e l’acqua è impetuosa, lascia la presa e fatti portare dalla corrente. Se tenti di afferrarti alle rocce, se fai resistenza alla corrente, verrai sbattuto da una parte all’altra sui sassi e ti farai veramente del male. Se invece ti lasci andare alla corrente, ti lasci portare dal flusso a volte impetuoso, avrai qualche livido, ma verrai portato lontano, fino a raggiungere un calmo lago o il mare”. E’ così che ho vissuto la mia vita fin ai miei 30 anni,  cercando di afferrarmi a qualche roccia, riportando seri lividi, fino a comprendere di affidarmi al flusso della vita e dell’Universo che tutto sa, senza voler più cercare la salvezza in nessuna roccia. Sono stata spesso anticonformista e sfrontata, contestata sin dal cuore della mia famiglia di origine e da chi mi si è affiancato affettivamente nei miei primi anni. Per buona parte della prima metà della mia vita le persone intorno a me hanno cercato di “raddrizzarmi” e ancorarmi i piedi con macigni che si sintetizzavano con un: “Questo non si fa!”. Ma io volevo arrivare a dare agli altri la traccia del percorso che via via apprendevo. Io volevo sempre di più per me, non in termini materiali, ma interiori. Io volevo la favola completa, quel senso di spiritualità profondo da dare e/o trovare negli altri che erano al mio fianco, che mi consentisse di essere me, libera di aprire le mie ali e lasciar sgorgare abbondante l’amore dentro di me e poi verso l’esterno. Ricordo spesso la metafora delle parole delle hostess negli aerei: ” in caso di depressurizzazione, prima poni la maschera sul tuo volto e poi aiuta gli altri”. Certo, se svieni, come potresti aiutare? Ecco la stessa cosa è per l’amore. Se prima non comprendi cosa significhi amare te stesso, come potrai insegnare agli altri a fare altrettanto? (Ricordi? Ne parlavo anche nel lontano 2009 qui). Ciò che accade al termine dei percorsi formativi è proprio questo lasciar andare… ed è emozionante quando riconosco che questo processo è in atto. Mi dispiace sì lo confesso quando vedo qualcuno che invece pone dubbi, giudizio, filtra e non si lascia andare. In ogni corso c’è qualche persona così, e lo metto in conto. Ho compreso da tempo che io posso suggerire, non certo agire per gli altri. Il metodo va seguito; nessuno ti apre la mente, nessuno pone ciò che  occorre per te. Solo tu lo puoi fare. Prendere la responsabilità di te stesso è il primo passo da fare, per scegliere di agire in te giorno dopo giorno. Qualcuno mi chiede: “per quanto tempo?” Dipende dall’intensità delle tue emozioni e dalla tua continuità! C’è che lo fa in otto mesi, chi in due, chi in un giorno. Alcuni escono dal corso pieni di nuova vita e stabiliscono di proseguire in quella direzione, altri si aspettano che sia io a continuare a sollecitarli dopo il corso, convinti che sarò io a fare il cambiamento al posto loro. Non è]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>All’età di 17 anni lessi un libricino: “Illusioni” di Richard Bach <em>(*in basso*)</em>, sì, proprio quello del gabbiano Jonathan Levingston. Ma questo libricino era diventato così prezioso per me allora, che le sue pagine iniziarono a squinternarsi per la quantità di volte che le avevo sfogliate. Sentivo che sollecitava lo sviluppo di mie sopite verità inconsce…</p>
<p>Regalavo il libricino agli amici a cui volevo bene ma spesso loro mi guardavano con un’aria interrogativa… aprivano le prime pagine e non capivano nulla: si simulavano infatti una serie di impronte digitali sporche in mezzo a parole il cui significato sarebbe stato chiaro solo all’ultima pagina del libro. Io lo trovavo geniale! Le prime pagine del romanzo apparivano come scritte a penna, su fogli di un vecchio quaderno a righe, tutto imbrattato di grasso; dopo la lettura della seconda di quelle pagine “sporche” e incomprensibili molti si fermavano. Vedevo chiaramente che mi ritenevano bizzarra per quel regalo per loro oscuro. Ma io… mi sono riconosciuta molto spesso poi nella mia vita in quel “messia riluttante” del libro, che non voleva essere seguito dalle folle, ma voleva essere libero di esprimersi senza porre ego dall’interno e giudizi dall’esterno, e ho impiegato molti anni per capire di dover lasciare fluire liberamente ciò che sgorgava generoso e libero da dentro di me, incurante del fatto che potesse non appagare le aspettative altrui. A volte alle persone intorno a noi non piace un eventuale nostro cambiamento, anche se fosse “in meglio”.</p>
<p>Una delle sensazioni che ogni volta mi ha colpito al termine del corso di 4 giorni <em>“<a href="https://percorso.detoxitalia.com/master-in-detox-profondo-post-master/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">DETOX Emozionale</a>“</em>, come anche al termine di un <a href="https://modest-ride.34-154-125-132.plesk.page/dicono-di-me/" target="_blank" rel="noopener">percorso di coaching individuale</a>, è sorprendermi del cambiamento della persona che ha seguito il processo suggerito. Il loro timore è come comportarsi al rientro a casa. Nonostante infatti ci si butti a capofitto in se stessi, senza porre dubbi, senza fare resistenze, resta a volte il timore di non essere poi apprezzati dagli altri al rientro nella vita “normale”. Superato questo pensiero… tutto cambia. Certo, il primo giorno del corso vedo quei volti che si domandano: “possibile?” quando dico loro che usciranno completamente trasformati. Anche in un percorso di coaching accade la stessa cosa: le prime sessioni sono colme di precauzioni e istinto di conservazione dei condizionamenti che li hanno portati fin lì. Poi però accade qualcosa… arriva un momento dove la persona lascia gli ormeggi… e si affida. E nei giorni successivi inizio a scorgere un lampo di luce nuovo negli occhi e sgorga una nuova gioia in loro… unita ad un desiderio di libertà: libertà di essere più vicini alla propria natura, libertà di lasciare andare vecchie maschere, vecchie strutture che ci hanno costretti a mentire a noi stessi, facendo crescere quel senso di disorientamento e malinconia che accompagna la nostra quotidianità.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-5694 alignleft" src="https://modest-ride.34-154-125-132.plesk.page/wp-content/uploads/2021/07/rapide-300x168.jpg" alt="rapide" width="300" height="168" srcset="https://www.alessandravicario.com/wp-content/uploads/2021/07/rapide-300x168.jpg 300w, https://www.alessandravicario.com/wp-content/uploads/2021/07/rapide.jpg 474w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Molti passaggi di “Illusioni” sono stati punti fermi nella mia vita man mano che crescevo negli anni, ma uno in particolare aveva stregato la mia attenzione; non ricordo ovviamente le parole precise, ma il concetto sì, ed è rimasto indelebile in me:</p>
<p><em>“ se ti trovi in un torrente e l’acqua è impetuosa, lascia la presa e fatti portare dalla corrente. Se tenti di afferrarti alle rocce, se fai resistenza alla corrente, verrai sbattuto da una parte all’altra sui sassi e ti farai veramente del male. Se invece ti lasci andare alla corrente, ti lasci portare dal flusso a volte impetuoso, avrai qualche livido, ma verrai portato lontano, fino a raggiungere un calmo lago o il mare”.</em></p>
<p>E’ così che ho vissuto la mia vita fin ai miei 30 anni,  cercando di afferrarmi a qualche roccia, riportando seri lividi, fino a comprendere di affidarmi al flusso della vita e dell’Universo che tutto sa, senza voler più cercare la salvezza in nessuna roccia. Sono stata spesso anticonformista e sfrontata, contestata sin dal cuore della mia famiglia di origine e da chi mi si è affiancato affettivamente nei miei primi anni.</p>
<p>Per buona parte della prima metà della mia vita le persone intorno a me hanno cercato di “raddrizzarmi” e ancorarmi i piedi con macigni che si sintetizzavano con un: “Questo non si fa!”. Ma io volevo arrivare a dare agli altri la traccia del percorso che via via apprendevo. Io volevo sempre di più per me, non in termini materiali, ma interiori. Io volevo <em>la favola completa</em>, quel senso di spiritualità profondo da dare e/o trovare negli altri che erano al mio fianco, che mi consentisse di essere me, libera di aprire le mie ali e lasciar sgorgare abbondante l’amore dentro di me e poi verso l’esterno. Ricordo spesso la metafora delle parole delle hostess negli aerei: ” in caso di depressurizzazione, prima poni la maschera sul tuo volto e poi aiuta gli altri”. Certo, se svieni, come potresti aiutare? Ecco la stessa cosa è per l’amore. Se prima non comprendi cosa significhi amare te stesso, come potrai insegnare agli altri a fare altrettanto? (Ricordi? Ne parlavo anche nel lontano 2009 <a href="https://yescoaching.com/blog/2009/11/22/ama-il-prossimo-tuo-ma-tu-ti-ami/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">qui</a>).</p>
<p>Ciò che accade al termine dei percorsi formativi è proprio questo lasciar andare… ed è emozionante quando riconosco che questo processo è in atto. Mi dispiace sì lo confesso quando vedo qualcuno che invece pone dubbi, giudizio, filtra e non si lascia andare. In ogni corso c’è qualche persona così, e lo metto in conto. Ho compreso da tempo che io posso suggerire, non certo agire per gli altri. Il metodo va seguito; nessuno ti apre la mente, nessuno pone ciò che  occorre per te. Solo tu lo puoi fare. Prendere la responsabilità di te stesso è il primo passo da fare, per scegliere di agire in te giorno dopo giorno. Qualcuno mi chiede: “per quanto tempo?” Dipende dall’intensità delle tue emozioni e dalla tua continuità! C’è che lo fa in otto mesi, chi in due, chi in un giorno.</p>
<p>Alcuni escono dal corso pieni di nuova vita e stabiliscono di proseguire in quella direzione, altri si aspettano che sia io a continuare a sollecitarli dopo il corso, convinti che sarò io a fare il cambiamento al posto loro. Non è così! L’azione va fatta personalmente, agendo. Ma ho voluto aiutare anche in tal senso ed ecco perchè ho creato anche <a href="https://detoxitalia.com/master-online/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">il corso on line</a>, così da far sentire e riesentire quei concetti, lasciandoli entrare nel profondo, perchè coloro che DIVENTANO una nuova persona non tornano più indietro e la loro vita ha, da quel percorso in poi, quell’imprinting ben radicato e nulla sarà più come prima, generando una inaspettata e costante nuova serenità.</p>
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		<title>Non siamo al centro dell’universo!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[@Alessandra_Vicario@]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jul 2021 16:07:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L’uomo si sente sempre di essere al centro dell’Universo. Nessuno di noi stacca gli occhi dai propri problemi.   Ognuno vede ciò che vive come qualcosa di essenziale. Discute a volte con le altre persone e si arrocca su cose insignificanti, lottando ancora per pochi centimetri di terreno, con sopra qualche misero albero da frutto. E su questo senso di possesso  imposta rancori ed energie scortesi. Attacca per ferire. Su questo approccio poco amorevole viene attuata una modalità di potere sugli altri e i pensieri, le azioni vengono usati in modo da poter manipolare gli altri. Allora a questo proposito vorrei riportare le parole di Guido Tonelli, uno degli scienziati (fiore all’occhiello italiano) che seguo da tempo con interesse, che fa parte dello staff del CERN di Ginevra, e che ha scoperto la presenza del bosone di Higgs: “Va sempre ricordato come agisce il nostro pensiero. Abbiamo una certa tendenza sempre a collocarci al centro dell’Universo.Se ognuno riuscisse a vedere esattamente ciò che siamo, allora vedrebbe che noi siamo quelle scimmie antropomorfe che hanno avuto qualche milione di anni di evoluzione e attraverso una serie di sviluppi cercano oggi di immaginare l’origine di tutto questo.Ma siamo qui, siamo una cosa infima Pensare che il nostro ruolo in questo spazio infinito sia talmente grande da darci il potere di condizionare quello che succede nell’universo  è un atto un po’ di arroganza. Perchè se vedessimo l’insieme dell’universo, tutto sarebbe diverso.Guardate da lontano il cielo… osservate quanti miliardi di galasse ci sono! Voi vedete puntini luminosi nel cielo. Vedete oggetti che sembrano di un centimetro. Ne vedete uno lassù nel cielo, come altri cento miliardi di oggetti microscopici. Sono ciascuno una galassia. Vai in una, guardi lì dentro ed ognuno di questi oggetti microscopici ha altri cento miliardi di stelle. Fai uno zoom ancora spaventoso, vai dentro a questa galassia che si chiama Via Lattea e vedi che a 30mila anni luce dal centro della galassia (siamo anche in periferia), c’è una stellina insignificante che si chiama Sole e intorno a questa stellina c’è un pianetino; sopra questo pianetino c’è della gente che discute e che pensa di essere chissà che… siamo proprio niente.” Quanto vorrei che tutti facessimo ogni tanto un viaggio fantasioso nell’universo, osservando foto provenienti dal telescopio Hubble, per capire chi siamo nell’Universo. Vederlo quando avevo 28 anni cambiò radicalmente il mio approccio alla vita. Faccio questo oggi in alcuni miei seminari: mostro le foto di galassie che sono milioni di anni luce da noi. Lo faccio per portare alla consapevolezza delle persone che siamo infinitesimali e che nello stesso tempo siamo anche potenti: abbiamo il potere di diventare persone amorevoli  e serene, abbiamo la possibilità di scegliere di aiutarci gli uni con gli altri. Ma molti invece ancora si azzuffano per piccole cose e provano astio e agiscono per puro piacere di danneggiare altre persone.Osservando il nostro posto (fisico!) nell’universo, potremmo capire così ciò che siamo veramente e DOVE viviamo. Perchè se DAVVERO capissimo questo aspetto, allora lasceremmo andare vecchi rancori e non lotteremmo più  “contro” gli altri per cose insignificanti: case, persone, idee, possesso, ma il nostro unico desiderio sarebbe quello di sostenerci gli uni con gli altri, di aiutarci a stare bene, in serenità, con l’unico obiettivo di tenerci stretti, abbracciati, nella nostra insignificante e immensa esistenza su questo piccolo lembo di terra, galleggiante in un Universo che, a quanto dice il CERN di Ginevra con le sue recenti scoperte sul bosone di Higgs, è davvero vulnerabile e potrebbe scomparire in un nanosecondo! Molti mi dicono: “ma cosa posso fare io in tutto questo?” Non so cosa possa fare tu. Decidi e scegli dopo aver guardato la profondità del cosmo. Io ho iniziato da me, nel mio piccolo, a distribuire accoglienza e amore. E se vuoi usufruirne anche tu gratuitamente, scaricati questo audio!]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">L’uomo si sente sempre di essere al centro dell’Universo. Nessuno di noi stacca gli occhi dai propri problemi.</h2>



<h4 class="wp-block-heading"> </h4>



<p>Ognuno vede ciò che vive come qualcosa di essenziale. Discute a volte con le altre persone e si arrocca su cose insignificanti, lottando ancora per pochi centimetri di terreno, con sopra qualche misero albero da frutto. E su questo senso di possesso  imposta rancori ed energie scortesi. Attacca per ferire. Su questo approccio poco amorevole viene attuata una modalità di potere sugli altri e i pensieri, le azioni vengono usati in modo da poter manipolare gli altri.</p>
<p>

</p>
<p>Allora a questo proposito vorrei riportare le parole di Guido Tonelli, uno degli scienziati (fiore all’occhiello italiano) che seguo da tempo con interesse, che fa parte dello staff del CERN di Ginevra, e che ha scoperto la presenza del bosone di Higgs:</p>
<p>

</p>
<p><strong><em>“Va sempre ricordato come agisce il nostro pensiero. Abbiamo una certa tendenza sempre a collocarci al centro dell’Universo.</em></strong><br /><strong><em>Se ognuno riuscisse a vedere esattamente ciò che siamo, allora vedrebbe che noi siamo quelle scimmie antropomorfe che hanno avuto qualche milione di anni di evoluzione e attraverso una serie di sviluppi cercano oggi di immaginare l’origine di tutto questo.</em></strong><br /><strong><em>Ma siamo qui, siamo una cosa infima <br />Pensare che il nostro ruolo in questo spazio infinito sia talmente grande da darci il potere di condizionare quello che succede nell’universo  è un atto un po’ di arroganza. Perchè se vedessimo l’insieme dell’universo, tutto sarebbe diverso.</em></strong><br /><strong><em>Guardate da lontano il cielo… osservate quanti miliardi di galasse ci sono! Voi vedete puntini </em><em>luminosi</em><em> nel</em> <em>cielo. Vedete oggetti che sembrano di un centimetro. Ne vedete uno lassù nel cielo, come altri cento miliardi di oggetti microscopici. Sono ciascuno una galassia. Vai in una, guardi lì dentro ed ognuno di questi oggetti microscopici ha altri cento miliardi di stelle. Fai uno zoom ancora spaventoso, vai dentro a questa galassia che si chiama Via Lattea e vedi che a 30mila anni luce dal centro della galassia (siamo anche in periferia), c’è una stellina insignificante che si chiama Sole e intorno a questa stellina c’è un pianetino; sopra questo pianetino c’è della gente che discute e che pensa di essere chissà che… siamo proprio niente.”</em></strong></p>
<p>

</p>
<p>Quanto vorrei che tutti facessimo ogni tanto un viaggio fantasioso nell’universo, osservando foto provenienti dal telescopio Hubble, per capire chi siamo nell’Universo. Vederlo quando avevo 28 anni cambiò radicalmente il mio approccio alla vita.</p>
<p>

</p>
<p>Faccio questo oggi in <a href="https://detoxitalia.com/" target="_blank" rel="noopener">alcuni miei seminari</a>: mostro le foto di galassie che sono milioni di anni luce da noi. Lo faccio per portare alla consapevolezza delle persone che siamo infinitesimali e che nello stesso tempo siamo anche potenti: abbiamo il potere di diventare persone amorevoli  e serene, abbiamo la possibilità di scegliere di aiutarci gli uni con gli altri. Ma molti invece ancora si azzuffano per piccole cose e provano astio e agiscono per puro piacere di danneggiare altre persone.<br />Osservando il nostro posto (fisico!) nell’universo, potremmo capire così ciò che siamo veramente e DOVE viviamo.</p>
<p>

</p>
<p>Perchè se DAVVERO capissimo questo aspetto, allora lasceremmo andare vecchi rancori e non lotteremmo più  “contro” gli altri per cose insignificanti: case, persone, idee, possesso, ma il nostro unico desiderio sarebbe quello di sostenerci gli uni con gli altri, di aiutarci a stare bene, in serenità, con l’unico obiettivo di tenerci stretti, abbracciati, nella nostra insignificante e immensa esistenza su questo piccolo lembo di terra, galleggiante in un Universo che, a quanto dice il CERN di Ginevra con le sue recenti scoperte sul bosone di Higgs, è davvero vulnerabile e potrebbe scomparire in un nanosecondo!</p>
<p>

</p>
<p>Molti mi dicono: “ma cosa posso fare io in tutto questo?”</p>
<p>

</p>
<p>Non so cosa possa fare tu. Decidi e scegli dopo aver guardato la profondità del cosmo.</p>
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</p>
<p>Io ho iniziato da me, nel mio piccolo, a distribuire accoglienza e amore. E se vuoi usufruirne anche tu gratuitamente, scaricati <a href="https://yescoaching.com/index.php/rilassamento-guidato/" target="_blank" rel="noopener">questo audio</a>!</p>
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